Nuraghe di San Nicola - Sito Ufficiale della PROLOCO DI ORROLI

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Nuraghe di San Nicola

San Nicola

Nuraghe San Nicola.

Se per ipotesi prendiamo in considerazione che il primo nucleo urbano Preistorico nacque lungo il tratto territoriale chiamato "Su Motti", di certo il primo nuraghe costruito dai Nuragici era senza dubbio quello di San Nicola, edificato nel 1600 a.C. Questa testimonianza nuragica, conservata in ottime condizioni, conserva ancora nel suo interno moltissimi materiali che, da anni, aspettano d’esser scavati e riportati alla luce grazie ad un progetto da parte del Comune, parrocchiale e Soprintendenza Archeologica.
Il complesso, infatti, è ancora interrato fino alla sua sommità, ed in passato, come raccontano i paesani, riaffioravano certi cocci di reperti archeologici in porcellana. Per accedere al suo interno, ove è possibile visitare l’intero nuraghe, fra cui il mastio di circa 12 metri d’altezza, si può accedere all’interno di un piccolo e stretto portoncino in ferro battuto, e percorrendo un altrettanto camminamento di circa 8/10 metri circa. Una volta percorso lo stretto passaggio, che si eleva gradatamente sempre più grazie ad un livello di calpestio composto da pietre locali, si raggiungere la cima più alta del mastio, ove è possibile anche godersi un bellissimo panorama del quartiere Medievale.
Una volta raggiunta la parte più importante del monumento, ci si trova dinanzi alla sua sommità nuragica, ancora colma di terra ed erba sporadica che riaffiorano ogni stagione. Dinnanzi al nuraghe, si presentano delle nuovissime case edificate alla fine del secolo scorso, fra cui, una di queste, nasconde per intero l’ingresso principale del nuraghe che si affaccia in un piccolo cortiletto di un’abitazione molto simile ad una villa di lusso.
Se volgiamo lo sguardo alla destra dell’edificio moderno, stando sempre all’interno della sommità del mastio, si può ammirare un bellissimo panorama del quartiere San Nicola che si affaccia dinnanzi alla via principale che collega Orroli con Nurri: la via Roma. Se invece ci affacciamo dalla sommità circolare del nuraghe, si può osservare il cortiletto che racchiude il basamento del nuraghe stesso. Anche in quest’area è possibile entrarci, ma attraverso un grande cancello in ferro che si affaccia sempre nella via San Nicola. Esso è inglobato all’interno del cortile della casa Dessi, edificio nobiliare dell’Ottocento. Per accedervi, ad entrambi gli accessi, si dovrebbe chiedere l’autorizzazione al Comune paesano, interessato custode dell’edificio, in collaborazione della Soprintendenza Archeologica, anch’essa responsabile dell’area in questione.

Come si è detto, il nuraghe fu costruito dall’uomo durante la fine del periodo Preistorico, per poi dar inizio all’Età Nuragica intorno al 1600 circa. Da questo primo edificio, il primo abitatore proseguì con l’edificazione di altri nuraghi di piccole e grandi volumi dimensionali, fino a

 
 
 

raggiungere, come sappiamo, gli oltre 40 nuraghi circa. Anche questi edifici furono accuratamente edificati usufruendo della pietra locale, la comune roccia basaltica.
Durante gli anni ’40, come raccontano gli abitanti, gran parte del suo bastione crollò e i suo macigni vennero riutilizzati come travi portanti ed altro ancora per la costruzione di nuove abitazioni locali. Questo rito venne portato avanti fino agli anni ’60 e forse oltre, fino a quando, già dalla fine degli anni ’90, alla conclusione degli scavi all’interno dell’area del nuraghe Arrubiu, venne chiuso al pubblico e il Comune e Soprintendenza ne presero cura con tutte le responsabilità.
Dalla fine dei restauri e scavi archeologici della vicina chiesa di San Nicola, si è discusso anche di un progetto futuro riguardante i due siti in questione, nuraghe e chiesa, di cui, quelli riguardante appunto il nuraghe San Nicola, prevedevano l’abbattimento delle case edificate lungo il suo perimetro, casa Carrus esclusa, e l’inizio degli scavi archeologici fino al completo svuotamento del complesso architettonico nuragico, restauro e apertura al pubblico con guide specializzate e custode del sito. Nella casa Ottocentesca Dessi, ancor oggi chiusa, dovrebbe nascere un piccolo museo dedicato al nuraghe e alla chiesa paleocristiana.
Tutto questo, appunto, sarebbe scritto su una carta progetto che aspetta solo di esser rispolverata ed attivare i primi interventi di lavoro progettuale, scavo, studio,ricerca e moltissimo ancora. Un vero lavoro che incuriosisce i paesani stessi, i quali, vivendo all’interno del quartiere stesso, già da anni hanno avuto l’opportunità di seguire accuratamente questi lavori di scavo, e a sua volta conoscere ed approfondire la conoscenza storica, archeologica, artistica e culturale a tutti gli effetti, del loro amato paese, il quale ha ancora tantissimo da raccontare.          

                                                                                                                                                   Giovanni Battista Piras


 
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