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Dizionario Sardo

DIZIONARIO: SARDO ITALIANO SPIRITOSO P

PACCARE, v. 1) Imbrogliare, giuocare un tiro mancino; 2) Carpire, sottrarre con destrezza o con l’inganno es. No’ ti fidis su giumbottu chi ti ’ddu paccanta fissu! = Non lasciare ingenuamente incustodito il tuo giubbotto od esso ti verrà certamente sottratto con destrezza o con 1’inganno!

PACCU, s. Buggeratura, imbroglio, fregatura, ma anche persona non gradevole, che non ispira fiducia - es. Ses’unu paccu = Sei un individuo che non ispira fiducia, sei una fregatura

PAGALAMOSSA, escl. Paga pegno per la tua dabbenaggine! - frase canonica rivolta a chi, aggredito per ischerzo, preso dal panico, faccia per schermirsi - epilogo di un giuoco da cognati (cfr.)

PAGUBESSIU, a. Poco uscito. Dicesi di individuo con poca esperienza delle cose del mondo

PALETTI, s. Variopinto mercato cittadino, sito nei pressi del Colle di San Michele, adibito ad attività di scambio rigorosamente illecite.

PANERI, s. Paniere - trasl. grosso sedere - es. Ti zaccu duas’ punteras de pei (cfr.) a paneri! = Ti assesto due calcioni (colpendoti con la punta del piede) nel grosso sedere!

PAPPINA, s. Colpo sordo assestato con il palmo della mano ad incavo sul collo della malcapitata vittima

PARTIRE., v. Aggredire improvvisamente qualcuno che, preso di sorpresa, non ha il tempo per reagire - es. Partire e un po’ morire (non c’entra granché, ma mi fa ridere)

PARTITO PODDA, s. Antichissima formazione politica locale, i cui programmi rivoluzionari, ispirati al sano epicureismo cagliaritano ed immutabili nel tempo, sono riassunti nello slogan: Vota Podda, pappa, buffa e kodda! = Vota Podda, mangia, bevi e fai all’amore con un certo trasporto!

PASSARSI, v. cfr. NIBBARSI

PE’ DE DAMA, s. Piedino affusolato di damigella trasl. individuo azzimato che procede leggiadro calzando scarpini eleganti.

PE’ DE PEZZA, s. Piede di carne viva trasl. loc. avv. a pe’e pezza = gonfio e tumefatto es. Chi s’acciappanta aici allichirius (cfr. vol. I) a Mulinu Becciu si fainti a pe’ e pezza! = Se ci vedessero cosi vestiti a festa presso il Vecchio Mulino, ci lascerebbero gonfi e tumefatti.

PE’ DE PINGUINU, s. Piede da pinguino trasl. chi calza sfiziose scarpe da passeggio bicolori con tomaia bianca e mascherina nera a coda di rondine.

PEDDIZZONE, a. Chi appare rustico e rozzo in quanto abbigliato con indumenti vecchi, sporchi e fuori moda - es. No’ bengasta a domu mia bistiu de peddizzoni, chi mamai ti ’nci bogada a son’e corru = Non presentarti a casa mia abbigliato con indumenti vecchi, sporchi e fuori moda, altrimenti mia madre ti caccera al suono del corno

PEI DE PICCIONI, s. Piede di piccione - trasl. individuo dalle scarpe bianche nuove di zecca, vigile urbano in divisa estiva - es. M’adi pinniccau (cfr.) sa macchina, cuddu bruttu pei de piccioni = Ha ordinato la rimozione forzata della mia autovettura quel brutto vigile urbano in divisa estiva

PELO, s. Quella parte del genere umano di sesso femminile, considerato piacente - collettivo generico per indicare tutte le pivelle (cfr.) che intrigano, potenzialmente od attualmente - es. Non cercare il pelo nell’uovo = Non aspettarti fanciulle piacenti come sorpresa nell’uovo di Pasqua

PENDI PENDI, a. cfr. BRAN BRAN

PERACO, s. Ombrello, parapioggia es. Stikkididdu a manigu de peracu! = Supponiti quel determinato oggetto, incurvandolo prima a mo’ di manico d’ombrello!

PERDIRI’, escl. Perditi! Sparisci e non far piu ritorno! – Invito perentorio a qualcuno affinché intraprenda un lungo cammino e, smarritosi lungo il medesimo, non possa più fare ritorno

PERRIMO, a. Più che pessimo, inqualificabile es. O ammore sei perrimo forrogandoti il naso = Amore mio, considero inqualificabile la tua mania di rovistarti pubblicamente 1’interno delle nari.

PIANTARSI, v. Rovinare violentemente al suolo di testa, rimanendovi conficcati (capita spesso ai gherfi (cfr.) che tuffano (cfr.) da altezze considerevoli in pochi centimetri d’acqua) – es. O su dottori, aggiutoriu (cfr.), che Marieddu si e piantato tuffando (cfr.) da sopra di me! = Presto, dottore, aiuto, il piccolo Mario si e conficcato a mo’ di palo nella sabbia dopo aver effettuato un tuffo usando come trampolino le mie spalle!

PIBINCO, a. Preciso, scrupoloso sino all’eccesso es. Toninu Pibincu es’ su fradi de Pinu Prezisu = Antonio lo Scrupoloso e il germano di Giuseppe il Preciso.

PIBISCIO, s. Orina, pipi - es. Pitticcu su fragu de pibisciu de aggattu! = Che odore nauseabondo di orina di gatto!

PIBISIA, s. Foruncoletto, piccola infiammazione purulenta del follicolo pilifero es. Le pibisie le fa male a murigarle = E controindicato mettere mano alle infiammazioni purulente del follicolo pilifero.

PICCIACCIO, s. Orina, pipi skallentarsi il picciaccio = agitarsi, smaniare, dare in escandescenze.

PILLA, s. Danaro, moneta sonante es. Is carnazzeris fainti pilla meda = è noto a tutti che i macellai guadagnano ingenti somme di danaro.

PILLEDDA, v. LILLICCA

PILLONE, s. Uccello, volatile - trasl. donna molto avvenente, fisicamente senza difetto - cfr. anche CUGINA DEL CARROZZIERE

PILU PILU, s. s. Pelo pelo trasl. loc. per un pelo, giusto in tempo es. Chi no’ si scallada sa macchina arribbausu pilu pilu = Sempre che la vettura non fonda prima, prevedo che arriveremo giusto in tempo.

PILUGAGNA, s. Parola scaramantica ossessivamente ripetuta durante le fasi salienti del giuoco della furrisca (cfr.), al fine di gettare il malaugurio sugli avversari. La formula "Pilugagna! Pilugagna!" e di regola accompagnata da un movimento oscillatorio del piede puntato con il tacco nel terreno.

PILURZIA, s. Abbondante peluria, specie toracica, ipertricosi = es. Nenna mia esti unu frori, chi non fiada po’ sa pilurzia! = La mia amata Giovanna sarebbe un vero fiore, se non fosse affetta da una certa ipertricosi toracica!

PILUS A RAGGIERA, s. Capelli irti e folti, disposti a ventaglio come raggi del sole.

PILUS AZZICCAUS, s. Capelli spaventati trasl. chiome scarduffate, acconciatura eccentrica es. Narami tui mulleri mia, centumila francus po’ si fai is pilus azziccaus! = Esprimi la tua opinione sulla : mia signora, la quale ha sborsato ben centomila lire per ritornare con quelle chiome scarduffate!

PìNCARO, s. Giuoco di fanciulli che consiste nel balzellare talvolta su uno, tal altra su entrambi i piedi, lungo un percorso di caselle tracciate sul terreno.

PINDACCIARE, v. cfr. MARRUSCARE, LAGRIMARE

PINDACCIO, s. Malaugurio, jettatura - cfr. anche LAGRIMA - trasl. jettatore, menagramo, persona che porta sfortuna - es. Agguantadiddas, es’ passendi unu pindacciu! = Fai i debiti scongiuri, sta giusto transitando un menagramo!

PINNICCA, s. Piega - trasl. dettaglio, cavillo, scusa, motivazione oscura - es. No’boghis pinniccas! = Non tirar fuori scuse, non cavillare!

PINNICCARE., v. a) piegare; b) tirar fuori una pinnicca (cfr.), cavillare; c) prendere, portare via, rubare, sottrarre

PINO, (anche PINELLO), s. cfr. GIORGIO.

PIOCCO, s. Tacchino - trasl. opportunista, scroccone, anche cascamorto che, con aria sorniona, insidia tutte le donne che gli capitano a tiro, mentendo loro e profittandone in modo subdolo pur di circuirle

PIPIALLA, s. Innùmere quantità di infanti, o più in generale, gruppo di persone più giovani di chi le considera es. Custu logu es’ prenu de pipialla! = Questo luogo e popolato da una innumere quantità di infanti!

PIRA COTTA PIRA CRUA D’OGNIUNU A DOMU SUA, prov. Pera matura, pera acerba, ciascheduno si rechi : presso la propria abitazione Tradizionale esortazione rivolta a’ compagni di baldoria per sciogliere una riunione e raggiungere ciascuno la propria dimora.

PIRANCIULARE, v. Vagare senza meta discettando con occasionali compagni di ventura di futili questioni altrui.

PIRICOCCO, s. Albicocca - trasl. organo genitaie femminile, tendenzialmente intatto

PISCIONE, s. Massa carnosa situata nella parte posteriore della gamba, polpaccio piscione da daziere, da cagaspiaggia = Polpaccio di eccezionale volume, cosi detto in rifciimento ai dazieri d’altri ": tempi, addetti alla preve6zione del contrabbando lungo le coste e costretti a tale scopo a lunghe e fa; ticose passeggiate lungo la battigia.

PISCIOTTO, s. cfr. PELO

PISCIOTTO, s. cfr. SCIOSCIO.

PISITTU, s. Gattino - es. Aiò, acciappa unu pisittu, chi si ’ddu faeus’a succhittu = Dai, acchiappa un gattino che ce lo cuciniamo alla cacciatora

PISTOCCO, s. Biscotto tipico sardo simile al savoiardo – trasl. colpo inferto al lobo dell’orecchio od ai genitali con il dito medio che viene lasciato scattare improvvisamente dopo esser stato tenuto in tensione dal pollice

PITTURRA, s. Petto, seno - es. A me mi piace la pitturra moderna, ma non quella astratta = Provo particolare attrazione per le adolescenti in topless, non altrettanta per le donne meno formose

PIVELLA/U, s. Ragazza/o, giovane donna/uomo - trasl. findanzata/o ufficiale - es. No’ smincisti (cfr.), o malariu (cfr.), la’ chi esti sa pivella mia! = Non guardare di sottecchi, o monomaniaco sessuale, guarda che si tratta della mia fidanzata ufficiale! - anche PIVELLU, omosessuale, checca

PO’ KARITEDDA, escl. Forma ingentilita di "po’caritadi" per carità. Esclamazione pronunziata con tono altezzoso per esprimere stupore misto a disapprovazione in presenza di spiacevoli notizie o più spesso, di pettegolezzi di vicinato es. Po’ karitedda! Si funti zacchendi de su famini e torranta a fai pipius! = Per carità Nonostante le loro condizioni economiche non siano certo floride, perseverano nella loro attività di procreazione!

PO’ PREXERI, loc. Per piacere, per cortesia trasl. , espressione vibrante di autocompiacimento es. Tantu seu senz’e arrellogiu po’ prexeri!! = Mi .compiaccio nel rilevare che non mi trovo certo sprovvisto di orologio!

POGO, s. Ballo tipico dei metallari, nel quale i danzatori, seguendo il ritmo della musica, saltano e si assestano violente spallate.

PONI MENTI A MEI, escl. Rivolgi a me il tuo pensiero, prestami attenzione es. Poni menti a mei, s’esteru es’bellu ma es’caru! = Dai retta a me, i paesi stranieri sono genericamente attraenti, ma cari!

PONI PAURA, s. Innocente giuoco di fanciulli consistente nel suscitare allarme e trepidazione nella vittima di turno, emettendo alle sue spalle un urlo assordante.

PONI POTENZA, 1) escl. Dai gas, accelera, aumenta la velocita; 2) s. Equino di ridotte dimensioni di origine lucana.

POPOTA, s. Celebre prostituta cagliaritana del secondo dopoguerra trasl. matrona dal viso pesantemente truccato e dall’incedere goffo.

PORID’ESSI, escl. Potrebbe altresì essere es. Koddai e tessi no’porid’essi tessi e koddai no’ pori’essi mai koddai de pressi e torrai a tessi gi’porid’essi = Congiungersi carnalmente e nel contempo lavorare al telaio non potrebbe certo essere lavorare al telaio e congiungersi allo stesso tempo carnalmente non potrebbe ugualmente essere congiungersi carnalmente in modo sbrigativo e, dopo 1’amplesso, ritornare al telaio, potrebbe invece essere! (Anonimo cagliaritano del Settecento).

PORTIERI VOLANTI, s. Nel football di cortile, norma derogatoria, secondo la quale nessuno dei giocatori occupa stabilmente il ruolo di portiere e tutti sono autorizzati a far uso delle mani all’interno della propria area di rigore. Tale regola trova applicazione solo nel caso in cui il numero dei giocatori sia esiguo ovvero qualora non vi sia alcun boddorone (cfr.) da cravare (cfr. vol. I) fisso in porta.

PRENCIARE, v. Stirare trasl. investire, arrotare qualcuno es. 0 Debbora, attravérsane a Tomma che se lo prencia il purma! = 0 Deborah, provvedi a far attraversare la strada al piccolo Thomas, di modo che non corra il rischio di essere investito da un autobus di passaggio!

PREXIO, s. Contentezza, ilarita, soddisfazione es. In pompa magna e a prexiu = Con gran sfarzo e soddisfazione.

PRIMA, s. Prima fermata dell’autobus nel litorale del Poetto, ritrovo, specie domenicale, di compagnie di oreris (cfr.)

PRIOGU, s. Pidocchio - trasl., avaro, spilorcio, taccagno - cfr. anche ABBRAMITO, ASURIU e SUSUNCO - es. Est’ nasciu priogu, est’ biviu de priogu, ma est’ mortu arriccu = E nato spilorcio ed ha vissuto da taccagno, pero in compenso é morto molto ricco

PRONTUSCUADDUSPRONTUS, s. Pronti cavalli ’. pronti: giuoco di società, simile al salto della cavallina, molto diffuso nei ceti popolari. Fatte due squadre, una si predispone, usando un muro come sponda, a costituire un basamento umano sul quale, urlando "Prontuscuaddusprontus!!" atterrano a folle velocità i componenti l’altra squadra, reduci da una lunga rincorsa e da un gran balzo. Scopo del giuoco e quello di fare molto male a coloro che, disgraziatamente, stanno sotto. Con il prontuscuaddusprontus si realizza il risultato finale del muntone (cfr.)

PROSO, s. Deretano di pregevole fattura - es. La’ su prosu! = Guarda che deretano di pregevole fattura!

PRUPPU GIUDEU, s. Polpo di origine ebraica - polipo di media grandezza che si contraddistingue per avere una sola fila di ventose sui tentacoli, essere piu difficilmente masticabile e digeribile, ma piu saporito, del polipo normale (che convenzionalmente chiameremo «pruppu cristianu»)

PRUPPU, s. Polpo - es. No’ ti basu nemancu, chi appu pappau ’moi ’moi unu baddironi de pruppu giudeu cun allu = Scusami se neanche ti bacio, ma ho divorato or ora un intero catino di insalata di polpo giudeo (cfr.) condito con 1’aglio – trasl. individuo goffo e poco pratico di q.c.

PUNGERE, v. Fare all’amore con tale rapidità da far sovvenire alla mente della partner la punzecchiatura di un grosso insetto.

PUNTERA, s. Punta di q.c. – punter’e pei, punta del piede – trasl. calcio rifilato con la punta del piede

PUZZI PUZZI, (anche PUZZIDDA), s. s. Puzza puzza trasl. escl. Puh!; Puah! Che senso di profondo disgusto suscita in me quella data persona o situazione! es. Puzzi puzzi a Cicciolina in Parlamento! = Che senso di profondo disgusto suscita in me 1’elezione a deputato della pornodiva d’origine ungherese!

 
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